Perchè capitano tutte a me?Perchè non posso vivere felice e contenta come tutti gli altri?Perchè non me ne va bene una?Perchè, perchè, perchè... E il risultato è sempre lo stesso: mi sentivo vittima di un immenso sopruso. Mi avevano portato via la felicità.
Come era possibile che il mio matrimonio fosse già finito dopo sette mesi?Dopo sei anni insieme?Che cavolo era successo?
Va bè..la causa aveva nome e cognome. E ovviamente il primo mese della disperazione lo passai a piangere, a soffrire, a non dormire nottate intere, a inveire contro di lui e terzi, a maledire il giorno in cui avevamo deciso di sposarci, etc etc. Insomma, più che un essere umano, ero un relitto.
Decisi che avrei accettato di sentirmi un relitto fintanto che la mia mente e il mio cuore non avessero deciso di abbandonare questo status. Batoste ne ho prese tante, e ogni volta, mi rimboccavo le maniche, mi davo da fare per ripartire, per mettermi in carreggiata, e in qualche maniera, schiacciavo tutto il dolore nel profondo di me, come facendo finta che non ci fosse. Questa volta volevo soffrire, fino in fondo. Avrei finito le lacrime prima o poi, avrei recuperato le energie e la mia voglia di vivere. Ma avrei vissuto questo dolore, per conoscerlo e conoscermi.
All'inizio volevo vedere e farmi vedere solo da mia madre, mio padre e mia sorella e da una mia cara amica. E ovviamente dalle mie colleghe/amiche del mio posto di lavoro, perchè nonostante la catastrofe mi fosse piombata addosso, a lavoro ci dovevo andare e meno male che ce l'avevo, questo lavoro.
Per il resto del tempo che mi rimaneva, svernavo in casa, stile vegetale a riflettere sul mio passato, sul mio presente e su un eventuale futuro.
La prima cosa che mi venne in mente (se fossi stata disoccupata) fu quella di comprare un biglietto aereo e fuggire lontana, ma era un'opzione non fattibile, perciò stavolta me la dovevo vedere con la realtà. Non vi sto a raccontare per filo e per segno tutto quello che successe, ma quella fu l'estate più assurda e rocambolesca della mia esistenza (almeno fino ad oggi) e che io sia rimasta sana di mente è un vero miracolo. Confermato anche da una psicologa professionista.
Il mio lui si divertiva a comparire e sparire ogni tot giorni, rintronandomi di discorsi, e finalmente a un certo punto mi fu chiaro che anche lui stava affrontando un immenso cambiamento. Senza saperlo l'Universo, Dio, il destino o come volete chiamarlo, aveva deciso per noi che era arrivato il momento di intraprendere un nuovo cammino.
In questo io fui aiutata da mia madre. Da diverso tempo la mia adorata si era tuffata nei libri e sul web alla ricerca di svariati temi legati alla vita, alla morte, al nostro essere qui su questa Terra, insomma alla ricerca del perchè, qui ed ora, della nostra missione sul pianeta, e tanti altri argomenti. Quando me ne parlò la prima volta, credetti sinceramente che si fosse bevuta del tutto il cervello. Per diversi mesi feci muro a tutto quello di cui mi parlava, controbattendo a volte anche con cattiveria, che tutto quello che mi raccontava era impossibile e fuori da ogni logica.
Poi capita che nei momenti di crisi ti aggrappi a tutto e allora cominciai a cercare insieme a lei una ragione anche spirituale dietro a tutto quello che mi stava, ci stava, accadendo. Mi suggerì di cominciare a pensare in maniera positiva, mi parlò di Ho'ponopono, di Legge di Attrazione, di Specchi Esseni, di Anime Gemelle, dello Sfidante e di tanti altri argomenti e mi incuriosì, così cominciai anche io a informarmi.
Quello che leggevo a volte mi sembrava che superasse di gran lunga i confini della realtà, e pertanto spesso finivo con lo stufarmi e abbandonavo le ricerche. Nonostante mi sforzassi di pensare positivo le cose non cambiavano, anzi a volte peggioravano, quindi risprofondai nel dolore. In questo cammino però l'Universo (chiamatelo poi come vi pare), non mi aveva lasciato sola, mi aveva anche messo di fianco due persone speciali. Due amiche. Due persone con cui confrontarmi, che non fosse la famiglia o le colleghe di lavoro. Con loro potevo essere completamente io, in quanto stavano passando come me un periodo difficile delle loro vite, e ci capivamo al volo. Se partiva il pianto a dirotto, si piangeva e nessuna diceva nulla, fintanto che non ci passava. Se non avevamo voglia di uscire e vedere gente, non c'era mai problema, solitamente i momenti bui coincidevano. Sembravamo ognuna di fronte al proprio specchio (esseno) e credo che questo ci abbia aiutato ad affrontare il cambiamento che per ognuna di noi rappresentava quel preciso momento nelle nostre vite.
Quando ripenso a quel periodo, oggi mi vengono solo in mente le persone splendide che mi circondavano, adesso non penso più al dolore, ma solo alle cose belle che mi sono capitate e agli insegnamenti che ho potuto apprendere grazie a loro.
Alla fine dell'estate e del contratto di lavoro decisi di partire. Tornai in America. Avevo bisogno di staccare la spina e di ricaricare le batterie. Avevo superato il momento peggiore con successo, non ero fuggita! mi ero messa alla prova, vivendo da sola, organizzando tutta la mia vita partendo dal presupposto che ero sola, e finalmente compresi quanto ero importante io per me stessa; avevo tentato tutto il possibile per salvare il mio matrimonio, ma purtroppo nonostante io avessi capito i miei errori, lui non era ancora pronto per tornare da me, e io non ero ancora pronta per tornare a fidarmi di lui. La partenza e la lontananza mi avrebbero aiutato a capire cosa desideravo veramente e cosa sarebbe stato giusto per me e per noi.
Rimasi in America due mesi e poco più, mi ripresi alla grande, mi sentivo piena di energia e di voglia di fare, stavo bene fisicamente e mentalmente, poi lui mi raggiunse per una decina di giorni, e parlammo, litigammo, e ci scoprimmo ancora molto innamorati, ma la strada era piena di ostacoli. Lui tornò in Italia, e io invece restai in America, e mi analizzai ancora e ancora, e anche se stavo bene, anche se da quel momento avrei potuto tranquillamente iniziare una nuova vita senza di lui, mi resi conto, giorno dopo giorno, che ogni mio successo, ogni mia scoperta e ogni piccolo istante di felicità valevano poco se non potevo condividerli con lui.
Potevo avere l'America, in tutti i sensi, ma scelsi di tornare e di vincere questa nuova sfida che mi veniva proposta. Volevo vincerla!
All'inizio volevo vedere e farmi vedere solo da mia madre, mio padre e mia sorella e da una mia cara amica. E ovviamente dalle mie colleghe/amiche del mio posto di lavoro, perchè nonostante la catastrofe mi fosse piombata addosso, a lavoro ci dovevo andare e meno male che ce l'avevo, questo lavoro.
Per il resto del tempo che mi rimaneva, svernavo in casa, stile vegetale a riflettere sul mio passato, sul mio presente e su un eventuale futuro.
La prima cosa che mi venne in mente (se fossi stata disoccupata) fu quella di comprare un biglietto aereo e fuggire lontana, ma era un'opzione non fattibile, perciò stavolta me la dovevo vedere con la realtà. Non vi sto a raccontare per filo e per segno tutto quello che successe, ma quella fu l'estate più assurda e rocambolesca della mia esistenza (almeno fino ad oggi) e che io sia rimasta sana di mente è un vero miracolo. Confermato anche da una psicologa professionista.
Il mio lui si divertiva a comparire e sparire ogni tot giorni, rintronandomi di discorsi, e finalmente a un certo punto mi fu chiaro che anche lui stava affrontando un immenso cambiamento. Senza saperlo l'Universo, Dio, il destino o come volete chiamarlo, aveva deciso per noi che era arrivato il momento di intraprendere un nuovo cammino.
In questo io fui aiutata da mia madre. Da diverso tempo la mia adorata si era tuffata nei libri e sul web alla ricerca di svariati temi legati alla vita, alla morte, al nostro essere qui su questa Terra, insomma alla ricerca del perchè, qui ed ora, della nostra missione sul pianeta, e tanti altri argomenti. Quando me ne parlò la prima volta, credetti sinceramente che si fosse bevuta del tutto il cervello. Per diversi mesi feci muro a tutto quello di cui mi parlava, controbattendo a volte anche con cattiveria, che tutto quello che mi raccontava era impossibile e fuori da ogni logica.
Poi capita che nei momenti di crisi ti aggrappi a tutto e allora cominciai a cercare insieme a lei una ragione anche spirituale dietro a tutto quello che mi stava, ci stava, accadendo. Mi suggerì di cominciare a pensare in maniera positiva, mi parlò di Ho'ponopono, di Legge di Attrazione, di Specchi Esseni, di Anime Gemelle, dello Sfidante e di tanti altri argomenti e mi incuriosì, così cominciai anche io a informarmi.
Quello che leggevo a volte mi sembrava che superasse di gran lunga i confini della realtà, e pertanto spesso finivo con lo stufarmi e abbandonavo le ricerche. Nonostante mi sforzassi di pensare positivo le cose non cambiavano, anzi a volte peggioravano, quindi risprofondai nel dolore. In questo cammino però l'Universo (chiamatelo poi come vi pare), non mi aveva lasciato sola, mi aveva anche messo di fianco due persone speciali. Due amiche. Due persone con cui confrontarmi, che non fosse la famiglia o le colleghe di lavoro. Con loro potevo essere completamente io, in quanto stavano passando come me un periodo difficile delle loro vite, e ci capivamo al volo. Se partiva il pianto a dirotto, si piangeva e nessuna diceva nulla, fintanto che non ci passava. Se non avevamo voglia di uscire e vedere gente, non c'era mai problema, solitamente i momenti bui coincidevano. Sembravamo ognuna di fronte al proprio specchio (esseno) e credo che questo ci abbia aiutato ad affrontare il cambiamento che per ognuna di noi rappresentava quel preciso momento nelle nostre vite.
Quando ripenso a quel periodo, oggi mi vengono solo in mente le persone splendide che mi circondavano, adesso non penso più al dolore, ma solo alle cose belle che mi sono capitate e agli insegnamenti che ho potuto apprendere grazie a loro.
Alla fine dell'estate e del contratto di lavoro decisi di partire. Tornai in America. Avevo bisogno di staccare la spina e di ricaricare le batterie. Avevo superato il momento peggiore con successo, non ero fuggita! mi ero messa alla prova, vivendo da sola, organizzando tutta la mia vita partendo dal presupposto che ero sola, e finalmente compresi quanto ero importante io per me stessa; avevo tentato tutto il possibile per salvare il mio matrimonio, ma purtroppo nonostante io avessi capito i miei errori, lui non era ancora pronto per tornare da me, e io non ero ancora pronta per tornare a fidarmi di lui. La partenza e la lontananza mi avrebbero aiutato a capire cosa desideravo veramente e cosa sarebbe stato giusto per me e per noi.
Rimasi in America due mesi e poco più, mi ripresi alla grande, mi sentivo piena di energia e di voglia di fare, stavo bene fisicamente e mentalmente, poi lui mi raggiunse per una decina di giorni, e parlammo, litigammo, e ci scoprimmo ancora molto innamorati, ma la strada era piena di ostacoli. Lui tornò in Italia, e io invece restai in America, e mi analizzai ancora e ancora, e anche se stavo bene, anche se da quel momento avrei potuto tranquillamente iniziare una nuova vita senza di lui, mi resi conto, giorno dopo giorno, che ogni mio successo, ogni mia scoperta e ogni piccolo istante di felicità valevano poco se non potevo condividerli con lui.
Potevo avere l'America, in tutti i sensi, ma scelsi di tornare e di vincere questa nuova sfida che mi veniva proposta. Volevo vincerla!
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