venerdì 30 novembre 2012

Tra il dire e il fare...

Il cambiamento mi ha sempre spaventato, fin dalla tenera età, e in generale ero paurosa di molte cose e molto, ma molto prudente. Il mio motto era "Se posso, evito.." quindi nelle situazioni in cui non mi ritenevo all'altezza o che per me rappresentavano un rischio mi tiravo indietro. Non facevo giochi che ritenevo pericolosi (esempio: non ho mai scavalcato un muretto o un cancello!), non partecipavo a gare di corsa, di bici o simili (un pò per pigrizia, un pò perchè tanto arrivavo sempre ultima e mi sfottevano), dormivo con una piccola luce accesa perchè ero terrorizzata dal buio, mangiavo solo pochi semplici alimenti (tipo pasta al burro, prosciutto cotto, pane e maionese..che dieta!!) che conoscevo bene e guai a mescolarmeli nel piatto, insomma andavo sul sicuro. Sono sempre stata anche molto abitudinaria, avevo le mie regole e la mia prassi nel fare le cose, se mi veniva cambiato qualcosa mi irritavo di brutto.
Crescendo poi mi son dovuta inevitabilmente scontrare con la realtà, e ho iniziato a smussare gli angoli aguzzi del mio carattere. Maniaca della perfezione, precisa e pignola a livelli da nausea, orgogliosa, gelosa, incazzosa. Ne avevo da vendere e le ho ripagate tutte. Man mano che gli anni passavano ho imparato a modificarmi, un pò per mio volere, un pò perchè la vita ti mette davanti a esperienze particolari e te capisci che devi cambiare proprio quell'aspetto della tua personalità. Ho imparato a mettere da parte l'orgoglio, ho capito che la gelosia può essere letale in qualunque rapporto, ho smesso di arrabbiarmi per tutto (conquista piuttosto recente!). Sto ancora lavorando sul perfezionismo che mi contraddistingue, ma ho imparato ad accettarmi anche se a volte faccio qualche cavolata e soprattutto ho imparato a chiedere di meno a me stessa e adesso vivo mooolto meglio.
In quanto al cambiamento, come al solito, la vita mi ha presentato la situazione perfetta al momento perfetto, quello di cui vi raccontavo nel primo post. All'inizio ero affranta e disperata, poi ho capito che sarebbe stato positivo e così è stato. 
A volte siamo portati a pensare a un famoso proverbio: "Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova!" e allora rimuginiamo all'infinito autoconvincendoci che è meglio proseguire sulla strada sicura, anche se non ci soddisfa al 100%, inventandoci che alla fine non ci manca nulla, chi me lo fa fare di cambiare lavoro/casa/città, etc. Quindi molte persone accettano di condurre una vita agiata, ma che non rispecchia la propria personalità.
Quando son tornata dagli Stati Uniti, lo shock del rientro mi è durato per un pò, anzi vi dirò che lo è stato ogni singola volta che mi sono allontanata da dove abito per una vacanza (ora sono "guarita"!), avevo visto un mondo completamente diverso, così affascinante, tutto da scoprire, nuove avventure da vivere, gente nuova da conoscere, abitudini e stili diversi dal mio da apprendere, che ritornare alla routine di tutti i giorni mi dava un pò la nausea. Da una parte la gioia di riabbracciare famiglia, fidanzato e amici, da una parte la noia della mia città.

mercoledì 28 novembre 2012

Un nuovo modo di pensare

Come vi raccontavo ieri, rientrai in Italia prima del tempo prestabilito, in quanto volevo essere presente a un evento familiare, e per risolvere anche tutte le questioni in sospeso. Il mio umore era molto migliorato e finalmente vedevo un pò di luce nella mia vita, mi sentivo piena di energie e volenterosa di cambiare diversi aspetti della mia vecchia vita.
Volevo sentirmi protagonista e smettere di stare a guardare dalla finestra una Laura, in cui non mi riconoscevo più. Quindi il primo pensiero fu quello di trovare un corso professionale che mi permettese di acquisire nuove conoscenze e competenze in ambito turistico, settore agenzia di viaggi. Conoscevo la materia, in quanto mi ero diplomata in tecnico dei servizi turistici, ma non avendo mai avuto esperienza di questo tipo di lavoro pensai che potevo provare a ricollocarmi aggiornandomi e trovando una stage presso un'agenzia.
Trovai ciò che cercavo a Firenze, mi iscrissi e nel frattempo..arrivò una telefonata..un colloquio presso l'ufficio biglietteria del teatro della mia città. Sfrontata come non mai in tutta la mia vita, mi presentai all'appuntamento: mi venne spiegato il lavoro, gli orari, fui interrogata in inglese..insomma un vero e proprio colloquio. Fantastico!Mai avuto un colloquio così!!La responsabile mi fece un'impressione meravigliosa, una donna energica, forte...insomma amore a prima vista..
Il colloquio era di venerdì e mi disse che se l'esito fosse stato positivo mi avrebbe chiamato entro lunedì. Mi chiamò il sabato mattina. Lunedì sarebbe stato il mio primo giorno!!!
E pensare che io avevo mandato il curriculum per la selezione delle comparse..e mi avevano chiamato pure per quello..solo che ero negli USA..evidentemente l'Universo cospirava affinchè io arrivassi proprio lì!
Venni assunta a tempo determinato, due mesi, primo lavoro da precaria. Fortunatamente abitavo con i miei genitori, e il mio fidanzato aveva comunque un posto fisso ben retribuito, ma ad ogni modo, non mi preoccupai. Decisi di vivere questa esperienza con passione e mi sforzai di dare il meglio di me. Il nuovo lavoro mi piaceva tantissimo e le persone con cui condividevo l'ufficio sono tutt'ora splendide amiche.
Al termine del contratto, trovai un'agenzia di viaggi disposta a tenermi per un tirocinio di tre mesi. Ero contenta e finalmente pensavo che stavo facendo qualcosa per raggiungere i miei obiettivi, senza lamentarmi ma anzi impegnandomi al massimo.
Lo stage non portò un lavoro, ma una nuova, meravigliosa amica. Mi rimboccai le maniche e ripartii alla ricerca di un lavoro. Che non arrivava, in compenso però scoprii che potevo richiedere la disoccupazione stagionale. Nel momento in cui presentai la domanda venni riassunta alla biglietteria.
Nel frattempo avevamo già iniziato i preparativi per il matrimonio che si sarebbe celebrato in estate. In assoluto una dei periodi più belli della nostra vita. Se volete, potete dare un'occhiata al blog che avevo creato per l'occasione http://danieleandlaura.blogspot.it/
Non voglio tediarvi con il racconto di tutta la mia vita, ma è stato questo il periodo in cui ho cominciato veramente a pensare in modo differente. E il lavoro che avevo trovato e che, stagionalmente, ha accompagnato quattro anni della mia vita, mi ha aiutato a capire diverse cose che adesso vi spiego.

martedì 27 novembre 2012

Tanto tempo fa..

Tutto è iniziato qualche anno fa..Per tutto intendo una serie di avvenimenti che hanno sconbussolato la mia tranquilla (e diciamocelo, a volte noiosa) vita. Non che io sia matusalemme, ma diciamo che a un certo momento mi si è accesa una lampadina e da quell'istante in poi, nulla è stato più come prima.
Occorre anche che io vi parli brevemente della mia famiglia, giusto per spiegarvi che in casa mia la regola da seguire è "L'Amore prima di tutto". Detta così effettivamente è banale, ma nella mia famiglia è sempre stato importante prima di tutto il benessere emotivo generale, quindi valori basilari sono comportarsi bene, con rispetto e affetto, ringraziare ogni giorno dello stare insieme e di quello che abbiamo, essere sinceri e onesti, non giudicare e parlare male delle persone, lasciare la rabbia fuori dalla porta di casa (questa era difficile!), e tante altre piccole "regole" che mi rendono fiera di essere nata e cresciuta nella mia famiglia (tant'è che quando ero piccola mi sfottevano pure, ma di questo ne parlerò un'altra volta). Forse, anzi questo è sicuro, non ho avuto tutto quello che avevano i miei coetanei ai tempi, e questo mi è d'aiuto in tempo di crisi, ma sono potuta crescere con i miei genitori e sia io che mia sorella ci riteniamo delle "viziate" affettive. Infine, e poi chiudo la parentesi famiglia, i nostri genitori ci hanno sempre spronato ad andare a fondo nella ricerca del nostro vero "io", lasciandoci libere di esprimerci secondo le nostre attitudini;  parlando con noi di tutti gli argomenti che ci passavano per la testa e alla quale cercavamo, e ancora cerchiamo, una risposta; invitandoci ad andare oltre la superficie in qualunque ambito della vita e a scendere in profondità; insegnandoci che la vita ogni giorno ti può insegnare una lezione, ti può regalare un attimo di felicità, così come un momento di tristezza e sconforto, ma che è sempre e comunque un dono meraviglioso.
E quindi a fronte di quella che sono io oggi, il giorno che mi si accese la lampadina, era anche il giorno più infelice della mia vita. Eh si, miei cari, il più delle volte si cresce ed impara di più nell'affrontare una situazione difficile e triste, e il problema è che lo si comprende sempre dopo, quando siamo riusciti a superarlo. Quel giorno, mi ritrovai con il sedere per terra, in tutti i sensi: l'amore della mia vita mi aveva lasciata ed era tornato a casa dalla sua famiglia e poichè lavoravo insieme a lui, decisi di licenziarmi dal posto di lavoro. Bingo!Single non per scelta, da sola, senza lavoro. Cinque anni insieme, un anno di convivenza,  posto fisso a tempo indeterminato,tutto buttato dalla finestra. Ok, potreste dire che capita a chiunque, e avete ragione, ma in quel momento sarebbe potuta succedere qualunque altra cosa, ma vedevo solo il mio personale buco nero.