Il cambiamento mi ha sempre spaventato, fin dalla tenera età, e in generale ero paurosa di molte cose e molto, ma molto prudente. Il mio motto era "Se posso, evito.." quindi nelle situazioni in cui non mi ritenevo all'altezza o che per me rappresentavano un rischio mi tiravo indietro. Non facevo giochi che ritenevo pericolosi (esempio: non ho mai scavalcato un muretto o un cancello!), non partecipavo a gare di corsa, di bici o simili (un pò per pigrizia, un pò perchè tanto arrivavo sempre ultima e mi sfottevano), dormivo con una piccola luce accesa perchè ero terrorizzata dal buio, mangiavo solo pochi semplici alimenti (tipo pasta al burro, prosciutto cotto, pane e maionese..che dieta!!) che conoscevo bene e guai a mescolarmeli nel piatto, insomma andavo sul sicuro. Sono sempre stata anche molto abitudinaria, avevo le mie regole e la mia prassi nel fare le cose, se mi veniva cambiato qualcosa mi irritavo di brutto.
Crescendo poi mi son dovuta inevitabilmente scontrare con la realtà, e ho iniziato a smussare gli angoli aguzzi del mio carattere. Maniaca della perfezione, precisa e pignola a livelli da nausea, orgogliosa, gelosa, incazzosa. Ne avevo da vendere e le ho ripagate tutte. Man mano che gli anni passavano ho imparato a modificarmi, un pò per mio volere, un pò perchè la vita ti mette davanti a esperienze particolari e te capisci che devi cambiare proprio quell'aspetto della tua personalità. Ho imparato a mettere da parte l'orgoglio, ho capito che la gelosia può essere letale in qualunque rapporto, ho smesso di arrabbiarmi per tutto (conquista piuttosto recente!). Sto ancora lavorando sul perfezionismo che mi contraddistingue, ma ho imparato ad accettarmi anche se a volte faccio qualche cavolata e soprattutto ho imparato a chiedere di meno a me stessa e adesso vivo mooolto meglio.
In quanto al cambiamento, come al solito, la vita mi ha presentato la situazione perfetta al momento perfetto, quello di cui vi raccontavo nel primo post. All'inizio ero affranta e disperata, poi ho capito che sarebbe stato positivo e così è stato.
A volte siamo portati a pensare a un famoso proverbio: "Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova!" e allora rimuginiamo all'infinito autoconvincendoci che è meglio proseguire sulla strada sicura, anche se non ci soddisfa al 100%, inventandoci che alla fine non ci manca nulla, chi me lo fa fare di cambiare lavoro/casa/città, etc. Quindi molte persone accettano di condurre una vita agiata, ma che non rispecchia la propria personalità.
Quando son tornata dagli Stati Uniti, lo shock del rientro mi è durato per un pò, anzi vi dirò che lo è stato ogni singola volta che mi sono allontanata da dove abito per una vacanza (ora sono "guarita"!), avevo visto un mondo completamente diverso, così affascinante, tutto da scoprire, nuove avventure da vivere, gente nuova da conoscere, abitudini e stili diversi dal mio da apprendere, che ritornare alla routine di tutti i giorni mi dava un pò la nausea. Da una parte la gioia di riabbracciare famiglia, fidanzato e amici, da una parte la noia della mia città.