martedì 11 dicembre 2012

Seconda Fase: Della battaglia

Prima di proseguire con il racconto è necessario un breve riassunto generale per introdurre nuovi protagonisti nella storia. Quella era stata un'estate ricca di cambiamenti per tutti coloro che facevano parte della mia famiglia. Tutto era iniziato con il mio trasloco dalla casa madre (dove abitavamo io, marito e sorella) verso la casa coniugale. Senza saperlo avevo stappato una sorta di vaso di Pandora dei cambiamenti. La casa madre (ovvero la casa dove siamo cresciute io e mia sorella) era in affitto, quindi casualmente arrivò il momento che il padrone di casa la rivolle indietro. Mia sorella si ritrovava senza casa. Così ne cercammo un'altra. Nel giro di un mese organizzammo tre traslochi e le strade erano definitivamente segnate..
.. si col piffero..non è vero..non c'è mai nulla di definitivo (l'ho imparato sulla mia pelle)!!!
Durante l'estate avvennero poi tutti i fatti di cui vi ho già raccontato e l'aria di crisi spirava da ogni parte. Io avevo il pallino dell'America, ma mi arrivavano continuamente segnali dalla magica Ville Lumière. Una serie di coincidenze mi avevano portato a pensare che forse era Parigi la meta adatta. Non so poi perchè decisi che era mia sorella la predestinata per Parigi. E io per l'America. Lei partì circa una settimana prima di me, con un lavoro e una casa già sicuri. Io partivo sapendo che sarei stata accolta da un'amica, ma il resto sarebbe stata un'avventura.
Fine del riepilogo che però mi serve per spiegarvi che prima di rientrare in Italia, mi fermai a Parigi per qualche giorno a riabbracciare la mia diletta. Al terzo giorno ripresi l'aereo per Pisa e tornai a casa.  Mi venne la solita crisi da rientro..e fin qui nulla di strano, ero sempre io. In più c'erano diverse questioni da risolvere. Dopo aver appianato divergenze varie della coppia, dopo aver valutato tutte le variabili per poter richiedere un visto per l'America e esserci resi conto che non avevamo nè abbastanza soldi nè voglia di aspettare mesi e mesi optammo per la vicina Parigi. Un'ora e mezzo di aereo, facilmente raggiungibile da tutti i genitori, mia sorella ci avrebbe potuto dare una mano (ma anche no..eravamo noi che la davamo a lei!!ahahahha), il lavoro si trovava con facilità. L'unica rogna sarebbe stato trovare la casa, ma non ci spaventava nulla!Dopo tanti mesi difficili, volevamo ritagliarci uno spazio solo nostro e quindi armati di entusiasmo e volontà ci siamo buttati in questa nuova avventura!
Mio marito aveva trovato già lavoro dall'Italia in un ristorantino, io mi ero buttata alla ricerca del lavoro e della casa fin dai primi giorni. Per il lavoro non c'erano grandi problemi, ho fatto diversi colloqui e optai per un lavoro in una gelateria; per la casa...bèh..quello era il vero dramma. Non avevamo i requisiti minimi per compilare un dossier, ovvero un fascicolo che i locatari francesi analizzano in maniera dettagliata. Al suo interno ci devono essere le ultime tre buste paga degli eventuali affittuari, il contratto di lavoro, referenze, garanzie da parte di terzi e tutto quello che potrebbe farti aggiudicare l'affitto della casa.
Oltre a questa impressionante enciclopedia di informazioni, la difficoltà viene accentuata anche dal fatto che i proprietari delle case fanno delle open house, e quindi la casa viene visitata durante il giorno da moltitudini di persone in cerca di un alloggio a Parigi, ognuna di loro deposita il proprio dossier. Poi la sera o nei giorni seguenti il proprietario decreta il vincitore, viene contattato solo quello che si è aggiudicato la Lotteria (perchè una casa a Parigi equivale a una vincita fortunata) e gli altri possono tranquillamente ricominciare a dannarsi. A volte capita che i locatari mettano un annuncio, e dopo aver ricevuto dieci telefonate o anche meno, lo tolgono. E tutto questo avviene nelle primissime ore del mattino. Alle 11, gli annunci della mattina (ore 7-8), non sono già più validi. Mi raccontava un ragazzo parigino che molti suoi amici quando devono cercare/cambiare casa, prendono le ferie dal lavoro e le usano per la ricerca. Aiutoooooooooooooo!!!
Dopo due mesi di estenuante ricerca e 4 traslochi da altrettante case (per giunta in quartieri diversi!)..dopo una serie di eventi poco felici nelle nostre vite..problemi sul lavoro.. abbiamo abbandonato il campo di battaglia. Avevamo fatto tutto il possibile, ma probabilmente non dovevamo stare lì..
Tornammo a casa. Tornammo alle nostre vite di prima. Cercammo casa. E guarda caso, stavolta, la prima volta in tutta la nostra vita, la trovammo in due giorni. Due giorni. E vi dirò di più: una casa accogliente, luminosa, arredata bene, bellina, prezzo giusto. Ergo, le altre volte che cercavamo una casa perchè era sempre difficile???(non l'ho ancora capito..)
Insomma, ci stabilimmo in men che non si dica nella nostra nuova casina, io ero un pò frastornata dal rientro. Avevo lasciato Parigi a malincuore, per tanti tanti motivi, in primis avevo lasciato di nuovo mia sorella (e non sopportavo assolutamente la sua mancanza, dopo averla ritrovata) e poi mi sembrava di aver lasciato un mare di possibilità. 
Iniziava una nuova battaglia. La più difficile per me. 
Imparare a vivere bene nel posto dove sono nata.
Imparare che non è il luogo che dà la felicità.
Imparare che la tua casa è ovunque è il tuo cuore.

mercoledì 5 dicembre 2012

L’anima saggia

Oggi è un giorno importante. Oggi tutti sono in subbuglio quassù. Non è un giorno come gli altri, oggi molte di noi partiranno per un lungo viaggio. Io sono una di queste. Quando sono arrivata, ormai non so più nemmeno quanto tempo fa (perché qui non esistono le ore, le settimane o i mesi) mi hanno chiesto se volevo restare o se volevo ripartire. Mi hanno lasciato il tempo di valutare tutte le opzioni disponibili e alla fine ho scelto di partire di nuovo. Mi piace laggiù, sento che posso fare ancora molto per me e per chi incontrerò sul mio cammino. Così, il Consiglio  si è riunito, hanno valutato pro e contro, hanno redatto una cartellina su di me e l’hanno sottoposta al Capo. La decisione finale è solo sua. Quindi mi hanno convocata e mi hanno comunicato che  la mia domanda era stata accettata e che a breve avrei iniziato il periodo di preparazione.

In cosa consistesse questa preparazione l’ho scoperto solo strada facendo. Studiavamo materie strane, tipo “Cos’è il tempo”, “I quattro elementi”,  “Come essere pazienti”, “Cos’è l’amore”, “Scegliere il sesso”, “Paesi e città”, “Il cervello e il cuore” e molte altre. Ma il nostro compito principale era comprendere come migliorarci grazie a questa esperienza straordinaria che stavamo per intraprendere. Io sono già partita altre volte, ma ogni volta il viaggio è diverso; mentre per alcune di noi, questa era la prima volta che si avventuravano laggiù. Alcune avevano paura, altre erano eccitate, altre ancora, tra cui io, ero impaziente di andare. All’inizio dei corsi tracciammo, guidati dai nostri Insegnanti, a grandi linee le tappe del nostro viaggio, e scegliemmo, non senza qualche difficoltà, anche i nostri futuri compagni di avventura. Forse questo era il compito più difficile, perché l’accordo richiedeva molti incontri con gli altri partecipanti, e spesso potevamo assistere a veri e propri litigi, scontri a cui seguivano una serie di compromessi. Raramente capitava che tutto filasse liscio, ma poteva succedere. Sembrerebbe facile prendere una decisione del genere, ma vi assicuro che non lo è…Senza considerare che una volta stipulato il Contratto, si viene resettate e non ricordiamo più chi abbiamo scelto. Nessuno se lo ricorda.

martedì 4 dicembre 2012

Le 5 Leggende


Ieri sera siamo andati al cinema a vedere "Le 5 Leggende"(Rise of the Guardians), un film d'animazione Dreamworks in 3D. Io odio il 3D, ma ultimamente molti dei film in uscita lo sono e pertanto bisogna adattarsi e accettare questa visione tridimensionale, mettersi gli occhiali più scomodi del mondo e sperare che la "sofferenza" venga ripagata dalla visione di un bel film.
E fortunatamente lo è stato.
I protagonisti sono Babbo Natale, la Fatina dei denti, Sandman, il Coniglio Pasquale e Jack Frost. Io non conoscevo Sandman e Jack Frost e  i miei dentini li prendeva il topino dei denti, non la Fatina. E Babbo Natale, peraltro russo e tatuato, non viene aiutato dagli Elfi nella produzione dei regali per i bambini, ma dagli Yeti. Il cattivo della storia, perchè è ovvio che ci sia, è il temibile Uomo Nero.
La storia è semplice ( e non ve la racconto) e come sempre si pensa che i film d'animazione siano indicati solo per i bambini, mentre io consiglierei la visione anche al pubblico degli adulti, anche a quelli che ancora non sono genitori. Perchè?
Perchè mai come adesso abbiamo bisogno di sognare e di emozionarci, di rispolverare il bambino che è dentro di noi, di tornare a meravigliarci proprio come un bambino è capace di fare. Sappiamo tutti che l'umanità sta affrontando una grande crisi a tutti i livelli, non solo economico-sociale, c'è un risveglio in atto, una nuova maniera di vedere il mondo, la voglia di riprenderci il nostro tempo, i nostri sogni, i nostri diritti, insomma tira aria di cambiamento.
Il bello di questo cambiamento è che non lo troveremo all'esterno, ma è dentro di noi. Per anni e anni l'uomo ha creduto di migliorare la propria esistenza sulla Terra accrescendo i suoi averi, più produzione più soldi più benessere, mentre adesso ci siamo resi conto che tutto questo avere, tutto questo consumare è letale per noi e per la Terra. 
Perchè vi parlo di tutto ciò legandolo al film? Perchè questo film ci aiuta a capire che la forza dell'umanità sono i bambini, perchè loro hanno immaginazione e sogni, perchè loro credono che il bene vince sul male, perchè la loro indole non è quella di avere paura (siamo noi adulti che gliela facciamo venire) e tutti noi dovremmo rispolverare il nostro bambino interiore e ricominciare da zero. Noi siamo i nostri sogni, non siamo gli oggetti che possediamo.
Il cattivo della storia ruba i sogni d'oro di tutti i bambini del mondo sostituendoli con terribili incubi, toglie loro l'energia e li scaraventa nel mondo degli adulti, dove non c'è più niente a cui credere, figuriamoci un adulto che crede ancora all'esistenza di Babbo Natale!
In qualche modo ci ho voluto vedere quello che sta accadendo nel mondo, in America come in Europa, i governi giorno dopo giorno ci stanno togliendo le speranze e le energie, vessandoci di tasse, obblighi, diritti e doveri e quant'altro, rendendo le nostre vite difficili e portandoci a un pessimismo dilagante. I 4 guardiani, a cui si aggiunge poi Jack Frost (guida spirituale che non sa di esserlo), vengono colpiti ripetutamente dall'Uomo Nero (governi), e loro resistono agli attacchi in nome dell'umanità, continuando a  credere in quello che sono e in quello che rappresentano ma l'attacco finale si rivela così potente che riesce ad abbatterli,  il cattivo però non ha fatto i conti con Jack Frost che finalmente comprende la sua missione (talento)  e il perchè sia stato scelto come guardiano. Il ragazzo va in cerca dell'unico bambino che ancora crede nei nostri magici protagonisti e con lui e un gruppetto di altri bambini (noi) sconfiggeranno il male e la paura.
(foto presa dal web)
Ecco quello che ho visto dietro le righe di questo film. Forse è solo frutto della mia fervida immaginazione, ma molte volte i media e l'entertainment ci mettono di fronte alla verità nuda e cruda e noi non ce ne accorgiamo, perchè ci sembra fantascienza!
Al di là delle mie visioni, il film mi è piaciuto davvero tanto, la storia scorre bene, si ride e ci si commuove, o almeno io piangevo come una bambina di 6 anni. Mi ha fatto tornare indietro di 27 anni....quando per me l'esistenza di Babbo Natale era una certezza, quando il topino dei denti mi lasciava il soldino sotto il bicchiere in cucina, quando prima di dormire i miei genitori mi auguravano sempre Sogni D'Oro (anche se non sapevo dell'esistenza dell'omino dei sogni Sandman)..
Quindi ve lo consiglio vivamente!!!
Buona Visione!!!

domenica 2 dicembre 2012

Prima fase: Della Disperazione

Perchè capitano tutte a me?Perchè non posso vivere felice e contenta come tutti gli altri?Perchè non me ne va bene una?Perchè, perchè, perchè... E il risultato è sempre lo stesso: mi sentivo vittima di un immenso sopruso. Mi avevano portato via la felicità.
Come era possibile che il mio matrimonio fosse già finito dopo sette mesi?Dopo sei anni insieme?Che cavolo era successo?
Va bè..la causa aveva nome e cognome. E ovviamente il primo mese della disperazione lo passai a piangere, a soffrire, a non dormire nottate intere, a inveire contro di lui e terzi, a maledire il giorno in cui avevamo deciso di sposarci, etc etc. Insomma, più che un essere umano, ero un relitto.
Decisi che avrei accettato di sentirmi un relitto fintanto che la mia mente e il mio cuore non avessero deciso di abbandonare questo status. Batoste ne ho prese tante, e ogni volta, mi rimboccavo le maniche, mi davo da fare per ripartire, per mettermi in carreggiata, e in qualche maniera, schiacciavo tutto il dolore nel profondo di me, come facendo finta che non ci fosse. Questa volta volevo soffrire, fino in fondo. Avrei finito le lacrime prima o poi, avrei recuperato le energie e la mia voglia di vivere. Ma avrei vissuto questo dolore, per conoscerlo e conoscermi.
All'inizio volevo vedere e farmi vedere solo da mia madre, mio padre e mia sorella e da una mia cara amica. E ovviamente dalle mie colleghe/amiche del mio posto di lavoro, perchè nonostante la catastrofe mi  fosse piombata addosso, a lavoro ci dovevo andare e meno male che ce l'avevo, questo lavoro.
Per il resto del tempo che mi rimaneva, svernavo in casa, stile vegetale a riflettere sul mio passato, sul mio presente e su un eventuale futuro.
La prima cosa che mi venne in mente (se fossi stata disoccupata) fu quella di comprare un biglietto aereo e fuggire lontana, ma era un'opzione non fattibile, perciò stavolta me la dovevo vedere con la realtà. Non vi sto a raccontare per filo e per segno tutto quello che successe, ma quella fu l'estate più assurda e rocambolesca della mia esistenza (almeno fino ad oggi) e che  io sia rimasta sana di mente è un vero miracolo. Confermato anche da una psicologa professionista.
Il mio lui si divertiva a comparire e sparire ogni tot giorni, rintronandomi di discorsi, e finalmente a un certo punto mi fu chiaro che anche lui stava affrontando un immenso cambiamento. Senza saperlo l'Universo, Dio, il destino o come volete chiamarlo, aveva deciso per noi che era arrivato il momento di intraprendere un nuovo cammino.
In questo io fui aiutata da mia madre. Da diverso tempo la mia adorata si era tuffata nei libri e sul web alla ricerca di svariati temi legati alla vita, alla morte, al nostro essere qui su questa Terra, insomma alla ricerca del perchè, qui ed ora, della nostra missione sul pianeta, e tanti altri argomenti. Quando me ne parlò la prima volta, credetti sinceramente che si fosse bevuta del tutto il cervello. Per diversi mesi feci muro a tutto quello di cui mi parlava, controbattendo a volte anche con cattiveria, che tutto quello che mi raccontava era impossibile e fuori da ogni logica.
Poi capita che nei momenti di crisi ti aggrappi a tutto e allora cominciai a cercare insieme a lei una ragione anche spirituale dietro a tutto quello che mi stava, ci stava, accadendo. Mi suggerì di cominciare a pensare in maniera positiva, mi parlò di Ho'ponopono, di Legge di Attrazione, di Specchi Esseni, di Anime Gemelle, dello Sfidante e di tanti altri argomenti e mi incuriosì, così cominciai anche io a informarmi.

venerdì 30 novembre 2012

Tra il dire e il fare...

Il cambiamento mi ha sempre spaventato, fin dalla tenera età, e in generale ero paurosa di molte cose e molto, ma molto prudente. Il mio motto era "Se posso, evito.." quindi nelle situazioni in cui non mi ritenevo all'altezza o che per me rappresentavano un rischio mi tiravo indietro. Non facevo giochi che ritenevo pericolosi (esempio: non ho mai scavalcato un muretto o un cancello!), non partecipavo a gare di corsa, di bici o simili (un pò per pigrizia, un pò perchè tanto arrivavo sempre ultima e mi sfottevano), dormivo con una piccola luce accesa perchè ero terrorizzata dal buio, mangiavo solo pochi semplici alimenti (tipo pasta al burro, prosciutto cotto, pane e maionese..che dieta!!) che conoscevo bene e guai a mescolarmeli nel piatto, insomma andavo sul sicuro. Sono sempre stata anche molto abitudinaria, avevo le mie regole e la mia prassi nel fare le cose, se mi veniva cambiato qualcosa mi irritavo di brutto.
Crescendo poi mi son dovuta inevitabilmente scontrare con la realtà, e ho iniziato a smussare gli angoli aguzzi del mio carattere. Maniaca della perfezione, precisa e pignola a livelli da nausea, orgogliosa, gelosa, incazzosa. Ne avevo da vendere e le ho ripagate tutte. Man mano che gli anni passavano ho imparato a modificarmi, un pò per mio volere, un pò perchè la vita ti mette davanti a esperienze particolari e te capisci che devi cambiare proprio quell'aspetto della tua personalità. Ho imparato a mettere da parte l'orgoglio, ho capito che la gelosia può essere letale in qualunque rapporto, ho smesso di arrabbiarmi per tutto (conquista piuttosto recente!). Sto ancora lavorando sul perfezionismo che mi contraddistingue, ma ho imparato ad accettarmi anche se a volte faccio qualche cavolata e soprattutto ho imparato a chiedere di meno a me stessa e adesso vivo mooolto meglio.
In quanto al cambiamento, come al solito, la vita mi ha presentato la situazione perfetta al momento perfetto, quello di cui vi raccontavo nel primo post. All'inizio ero affranta e disperata, poi ho capito che sarebbe stato positivo e così è stato. 
A volte siamo portati a pensare a un famoso proverbio: "Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova!" e allora rimuginiamo all'infinito autoconvincendoci che è meglio proseguire sulla strada sicura, anche se non ci soddisfa al 100%, inventandoci che alla fine non ci manca nulla, chi me lo fa fare di cambiare lavoro/casa/città, etc. Quindi molte persone accettano di condurre una vita agiata, ma che non rispecchia la propria personalità.
Quando son tornata dagli Stati Uniti, lo shock del rientro mi è durato per un pò, anzi vi dirò che lo è stato ogni singola volta che mi sono allontanata da dove abito per una vacanza (ora sono "guarita"!), avevo visto un mondo completamente diverso, così affascinante, tutto da scoprire, nuove avventure da vivere, gente nuova da conoscere, abitudini e stili diversi dal mio da apprendere, che ritornare alla routine di tutti i giorni mi dava un pò la nausea. Da una parte la gioia di riabbracciare famiglia, fidanzato e amici, da una parte la noia della mia città.

mercoledì 28 novembre 2012

Un nuovo modo di pensare

Come vi raccontavo ieri, rientrai in Italia prima del tempo prestabilito, in quanto volevo essere presente a un evento familiare, e per risolvere anche tutte le questioni in sospeso. Il mio umore era molto migliorato e finalmente vedevo un pò di luce nella mia vita, mi sentivo piena di energie e volenterosa di cambiare diversi aspetti della mia vecchia vita.
Volevo sentirmi protagonista e smettere di stare a guardare dalla finestra una Laura, in cui non mi riconoscevo più. Quindi il primo pensiero fu quello di trovare un corso professionale che mi permettese di acquisire nuove conoscenze e competenze in ambito turistico, settore agenzia di viaggi. Conoscevo la materia, in quanto mi ero diplomata in tecnico dei servizi turistici, ma non avendo mai avuto esperienza di questo tipo di lavoro pensai che potevo provare a ricollocarmi aggiornandomi e trovando una stage presso un'agenzia.
Trovai ciò che cercavo a Firenze, mi iscrissi e nel frattempo..arrivò una telefonata..un colloquio presso l'ufficio biglietteria del teatro della mia città. Sfrontata come non mai in tutta la mia vita, mi presentai all'appuntamento: mi venne spiegato il lavoro, gli orari, fui interrogata in inglese..insomma un vero e proprio colloquio. Fantastico!Mai avuto un colloquio così!!La responsabile mi fece un'impressione meravigliosa, una donna energica, forte...insomma amore a prima vista..
Il colloquio era di venerdì e mi disse che se l'esito fosse stato positivo mi avrebbe chiamato entro lunedì. Mi chiamò il sabato mattina. Lunedì sarebbe stato il mio primo giorno!!!
E pensare che io avevo mandato il curriculum per la selezione delle comparse..e mi avevano chiamato pure per quello..solo che ero negli USA..evidentemente l'Universo cospirava affinchè io arrivassi proprio lì!
Venni assunta a tempo determinato, due mesi, primo lavoro da precaria. Fortunatamente abitavo con i miei genitori, e il mio fidanzato aveva comunque un posto fisso ben retribuito, ma ad ogni modo, non mi preoccupai. Decisi di vivere questa esperienza con passione e mi sforzai di dare il meglio di me. Il nuovo lavoro mi piaceva tantissimo e le persone con cui condividevo l'ufficio sono tutt'ora splendide amiche.
Al termine del contratto, trovai un'agenzia di viaggi disposta a tenermi per un tirocinio di tre mesi. Ero contenta e finalmente pensavo che stavo facendo qualcosa per raggiungere i miei obiettivi, senza lamentarmi ma anzi impegnandomi al massimo.
Lo stage non portò un lavoro, ma una nuova, meravigliosa amica. Mi rimboccai le maniche e ripartii alla ricerca di un lavoro. Che non arrivava, in compenso però scoprii che potevo richiedere la disoccupazione stagionale. Nel momento in cui presentai la domanda venni riassunta alla biglietteria.
Nel frattempo avevamo già iniziato i preparativi per il matrimonio che si sarebbe celebrato in estate. In assoluto una dei periodi più belli della nostra vita. Se volete, potete dare un'occhiata al blog che avevo creato per l'occasione http://danieleandlaura.blogspot.it/
Non voglio tediarvi con il racconto di tutta la mia vita, ma è stato questo il periodo in cui ho cominciato veramente a pensare in modo differente. E il lavoro che avevo trovato e che, stagionalmente, ha accompagnato quattro anni della mia vita, mi ha aiutato a capire diverse cose che adesso vi spiego.

martedì 27 novembre 2012

Tanto tempo fa..

Tutto è iniziato qualche anno fa..Per tutto intendo una serie di avvenimenti che hanno sconbussolato la mia tranquilla (e diciamocelo, a volte noiosa) vita. Non che io sia matusalemme, ma diciamo che a un certo momento mi si è accesa una lampadina e da quell'istante in poi, nulla è stato più come prima.
Occorre anche che io vi parli brevemente della mia famiglia, giusto per spiegarvi che in casa mia la regola da seguire è "L'Amore prima di tutto". Detta così effettivamente è banale, ma nella mia famiglia è sempre stato importante prima di tutto il benessere emotivo generale, quindi valori basilari sono comportarsi bene, con rispetto e affetto, ringraziare ogni giorno dello stare insieme e di quello che abbiamo, essere sinceri e onesti, non giudicare e parlare male delle persone, lasciare la rabbia fuori dalla porta di casa (questa era difficile!), e tante altre piccole "regole" che mi rendono fiera di essere nata e cresciuta nella mia famiglia (tant'è che quando ero piccola mi sfottevano pure, ma di questo ne parlerò un'altra volta). Forse, anzi questo è sicuro, non ho avuto tutto quello che avevano i miei coetanei ai tempi, e questo mi è d'aiuto in tempo di crisi, ma sono potuta crescere con i miei genitori e sia io che mia sorella ci riteniamo delle "viziate" affettive. Infine, e poi chiudo la parentesi famiglia, i nostri genitori ci hanno sempre spronato ad andare a fondo nella ricerca del nostro vero "io", lasciandoci libere di esprimerci secondo le nostre attitudini;  parlando con noi di tutti gli argomenti che ci passavano per la testa e alla quale cercavamo, e ancora cerchiamo, una risposta; invitandoci ad andare oltre la superficie in qualunque ambito della vita e a scendere in profondità; insegnandoci che la vita ogni giorno ti può insegnare una lezione, ti può regalare un attimo di felicità, così come un momento di tristezza e sconforto, ma che è sempre e comunque un dono meraviglioso.
E quindi a fronte di quella che sono io oggi, il giorno che mi si accese la lampadina, era anche il giorno più infelice della mia vita. Eh si, miei cari, il più delle volte si cresce ed impara di più nell'affrontare una situazione difficile e triste, e il problema è che lo si comprende sempre dopo, quando siamo riusciti a superarlo. Quel giorno, mi ritrovai con il sedere per terra, in tutti i sensi: l'amore della mia vita mi aveva lasciata ed era tornato a casa dalla sua famiglia e poichè lavoravo insieme a lui, decisi di licenziarmi dal posto di lavoro. Bingo!Single non per scelta, da sola, senza lavoro. Cinque anni insieme, un anno di convivenza,  posto fisso a tempo indeterminato,tutto buttato dalla finestra. Ok, potreste dire che capita a chiunque, e avete ragione, ma in quel momento sarebbe potuta succedere qualunque altra cosa, ma vedevo solo il mio personale buco nero.