venerdì 27 dicembre 2013

E se un giorno ti viene voglia di scrivere..

E se.....ricominciassi a scrivere???.....direi che non sarebbe una cattiva idea!
Da qualche giorno sento nuovamente la necessità di scrivere, di raccontare, di condividere quello che mi passa nella testa in questo periodo della mia vita.
Tra poco tempo sarà un anno che abitiamo a Parigi. Ricomincerei proprio da qui.
L'ultimo post l'avevo scritto da quaggiù, arrivati da una settimana..e da lì in poi...più nulla!Perchè?Beh..ecco perchè vivere a Parigi non è proprio come vivere a Viareggio. E non penso ci sia bisogno di spiegazioni..
Ma vi deluciderò brevememte...i primi giorni ci siamo presi un pò di tempo per digerire il notevole cambiamento che avevamo apportato nelle nostre vite (lasciare le famiglie, gli amici, la tranquillità della stabilità - che è quella che ci ha fatto muovere - , riporre tutte le nostre cosine dentro scatoloni, traslocare, lasciare la nostra amata casina di via rosmini, tutti gli uccellini che venivano a trovarci la mattina, il mare, etc...), quindi si gironzolava per la città come semplici turisti, solo che alle sei del pomeriggio le energie ci abbandonavano completamente e ci voleva tutta a ricaricarsi. Passare da una città che conta 60.000 abitanti a una che ne ha circa 2.500.000 + i turisti..è stata una bella botta!Parlo sia a livello fisico (ma se ti riposi, riparti) che a livello energetico, perchè quando siamo ben carichi e trascorri il tuo tempo in mezzo a persone che non ne hanno per nulla, te la risucchiano..e quindi ecco spiegato perchè eravamo sfiniti. Magari vi chiederete perchè abbiamo deciso di partire e di incasinarci l'esistenza, che è una gran bella domanda (e spesso ancora oggi..non siamo proprio certi della risposta), bè in realtà volevamo dare una svolta, la nostra vita tranquilla era quasi perfetta, ma sentivamo la necessità di buttarci in una nuova avventura, per crescere, per mettersi alla prova, perchè abbiamo sempre desiderato fare un'esperienza all'estero, e per tanti altri motivi...
A volte la vita ci mette di fronte a delle scelte, e noi semplici esseri umani (che ancora non ci rendiamo conto di avere il potere effettivo che in realtà abbiamo) valutiamo e scegliamo in base ai condizionamenti imposti dalla società, ai nostri principi, ai nostri valori, ai nostri desideri,  ai nostri bisogni...ma non ci rendiamo conto che dietro di noi o forse dovrei dire dentro di noi, si muove anche qualcos'altro. E questo Qualcos'Altro ci aiuta, ci sostiene e ci accompagna verso le scelte che avranno poi su di noi un determinato impatto. Il fatto è che non ce ne rendiamo mai conto al primo colpo, e spesso ci accorgiamo solo dopo un'attenta riflessione che una certa situazione ha modificato, migliorato, cambiato, etcc. un'altra situazione. Quindi perchè Parigi?...boh..ci stiamo sempre lavorando. Intanto il primo insegnamento è arrivato proprio dopo pochi giorni che eravamo in città, infatti ci siamo accorti che uno dei motivi non palesi per cui eravamo partiti era che dovevamo fortificarci.  Ovvero dovevamo imparare a costruire uno scudo tra noi e la folla. A casa, nel caldo e confortevole nido in cui siamo cresciuti, circondati dagli affetti, nella nostra amata casina, eravamo al sicuro nessuno poteva attaccarci, ma non avremmo nemmeno potuto verificare la nostra forza..e quindi..voilà!La forza di cui parlo è quella di  resistere agli attacchi che arrivano dalla nostra società. Cercherò di spiegarmi meglio. Il cammino che abbiamo intrapreso io e mio marito da ormai qualche anno ci ha portato a "risvegliarci" e quindi abbiamo iniziato a rivalutare la nostra visione del mondo, della società, e di tutto quanto ci circonda. Abbiamo deciso di avere un atteggiamento più sereno, più positivo, più easy nei confronti della vita e di conseguenza abbiamo iniziato a eliminare dalle nostre vite  i conflitti, la rabbia, il rancore, la vendetta, il dramma e tutto quanto abbassa le nostre energie. Chi raggiunge questo livello ha intorno a sè un'energia molto forte e le persone che si incontrano sul proprio cammino possono avvertirla e può succedere che ne hanno altrettanta e la scambiano, oppure possono goderne per il tempo che siamo insieme oppure possono rubartela perchè non sono in grado di produrla e perciò cercano di succhiartela, stile vampiro. Quando siamo arrivati a Parigi, noi eravamo uno scrigno scintillante....ma purtroppo qui le persone sono un pò spente (non tutte, ma la maggior parte) e quindi abbiamo avuto delle perdite consistenti, che recuperavamo riposando. Il primo compito è stato quindi  realizzare lo scudo e ci ha impegnati non poco...tant'è che ancora oggi a volte, se siamo stanchi, siamo vulnerabili.

Ma riprendiamo il racconto. 
Dunque, dopo un paio di settimane (durante le quali eravamo già nella fase "tremendo pentimento") ho trovato lavoro in un bistrot-concept store italiano, dopo altre due settimane Daniele viene assunto nel medesimo posto..ma non mi dilungherò con la descrizione del posto o del lavoro..ma di quello che ci ha portato..e il quale verrà accompagnato dai sottoscritti fino alla chiusura definitiva nel mese di maggio. Vi dirò solo che questo posto ci chiamava da diversi mesi, nel senso che ne abbiamo sentito parlare la prima volta ad agosto 2012, poi abbiamo letto un articolo che ne parlava su una rivista a settembre, stesso anno,  e a quel punto due coincidenze erano già troppe e abbiamo deciso di inviare il curriculum per sapere se avevano bisogno di personale. La risposta è stata negativa e quindi abbiamo lasciato perdere. Una settimana dopo che eravamo a Parigi, decidiamo di mettere un annuncio di ricerca lavoro su un portale che connette gli italiani all'estero, ma senza troppe aspettative. Veniamo contattati per alcuni colloqui, tra questi ritorna il bistrot,  cercano personale e ci invitano a presentarci, gli vado a genio, prova di lavoro e il lavoro è mio. Gli altri colloqui non danno esiti, il posto ci ha scelto. Erano mesi che ci diceva che ci saremmo incontrati, e così è stato. Un'altra strana coincidenza sarà poi ritrovare in un mio quaderno la descrizione di un caffè letterario che avevo immaginato come mio, la quale descrizione rispecchiava il posto in cui eravamo stati accompagnati dalla vita, a Parigi. Mai sottovalutare le coincidenze..di cui vi parlerò poi in un altro post.

Per quanto riguardava il lavoro eravamo sistemati. Fortunatamente eravamo in coppia e in più avevamo due punti di riferimento in mia sorella Chiara e Antonio, il suo fidanzato (e poi a un certo punto della storia i ruoli si invertiranno..ma questa è un'altra storia!). Il futuro ci rivelerà che anche in questo frangente noi non eravamo a Parigi solo per esperienza personale e individuale, ma anche per divulgare quanto appreso e aiutare il nostro prossimo. Ed ecco la seconda importante lezione: inutile imparare se poi non si insegna, che poi sarebbe anche lo scopo del blog.. e oltretutto insegnando si cresce e si aumentano le capacità percettive, cognitive, riflessive..etcc..ma essere "maestri" (ed è veramente un parolone..non ci consideriamo tali..ma è giusto per farci capire!) è tutt'altro che facile, molte volte siamo riusciti a completare il compito in maniera eccellente ma è difficile poi trasmettere e spiegare quello che si è appreso ad altri, ma anche questo fa parte del gioco!
Quindi ecco che piano piano sono iniziati ad arrivare i"prossimi", nuove persone nella nostra vita: la prima che ho incontrato fuori casa (dopo il capo, Caterina) è stata la mia collega di lavoro, Rina, con la quale è stata "amicizia a prima vista"; pochi giorni dopo, Daniele incontra il compagno di Rina, Fabio, ed ecco che di punto in bianco non eravamo più "soli" e la cerchia si era allargata!La loro presenza nella nostra vita è stata significativa sotto tantissimi punti di vista, interessi in comune, piacevoli chiaccherate su svariati argomenti, tante risate, sostegno nei momenti difficili, etc etc. E dopo di loro è arrivata Laura, Vittorio...e tanti altri che hanno arricchito le nostre vite e le nostre giornate aiutandoci, anche reciprocamente,  ad inserirci meglio in una società così diversa da quella italiana e ad affrontare le piccole sfide di ogni giorno. Alla fine di maggio, il luogo di ritrovo del 10° arrondissement, chiudeva i battenti definitivamente..una parte di questa avventura stava per finire e noi ci ritrovavamo di nuovo a buttarci in qualcosa di nuovo. Terza importantissima lezione: stai attento a cosa chiedi all'Universo, la richiesta deve essere quantomeno ben delineata sennò...le cose arrivano a metà, oppure poco rifinite. Perchè dico questo?Perchè noi avevamo chiesto una routine un pò più movimentata...ed ovviamente è arrivata! e oltretutto nascosta dentro la terza lezione, c'è la quarta: la vita è cambiamento, evoluzione. Io e Dany possiamo dire di avere avuto una vita assai variata e continua ad esserlo, ma abbiamo sempre avuto la tendenza a diventare abitudinari..e l'essere abitudinari dà tranquillità ma crea un pò di noia, la quale dopo genera a sua volta il desiderio di cambiare (e ritorniamo all'inizio della storia!), quindi di Parigi possiamo dire qualunque cosa, ma che ci annoiamo, questo proprio no!!!Analizzando meglio la nostra esperienza mi pare evidente che siamo in  una sorta di palestra per allenarci al cambiamento, per continuare a evolverci, senza piantarci o cristallizzarci in situazioni che mal si adattano a noi due.
Tant'è che a giugno troviamo un altro lavoro, e che lavoro!Ragazzi...che storia!!Vi dirò solo che si trattava di un cocktail-wine bar...quindi un ambiente che conosciamo bene e infatti veniamo scelti proprio per l'esperienza pregressa, è un lavoro notturno ma con la promessa di un ottimo stipendio. Il sacrificio sembrava valesse la pena. Quindi ci siamo buttati..(si dalla padella....nella brace). Dopo tanti mesi ancora non sono riuscita ad individuare il motivo per cui ci siamo imbattuti in questi ragazzi. Niente avviene per caso, quindi ho stilato una lista di motivi per cui li abbiamo incontrati:
- possibili conti in sospeso con queste persone in altre vite
- dovevamo vedere con quanto entusiasmo e grinta si sono buttati in questa avventura, e quindi smettere di indugiare sulle nostre possibilità di riuscita nell'eventualità che aprissimo una nostra attività
- ci siamo fatti incantare dall'ottimo stipendio
- dovevamo capire che non siamo più adatti a svolgere un lavoro notturno
Ma non sono troppo convinta di nessuna delle opzioni...

La cosa interessante che non vi ho raccontato è che quando imbrocco la via sbagliata è il mio corpo che mi riporta sulla retta via (ma me ne sono accorta solo quest'anno), facendomi ammalare in maniera variabile a seconda della cazzata che mi accingo a fare. Ben due volte il mio corpo mi ha guidata in maniera eccellente: primo caso in occasione della proposta di gestione del bistrot, ero super eccitata e ho iniziato ad essere monotematica (non parlavo d'altro, non pensavo ad altro) solo che piano piano ho iniziato a sentirmi stanca, stanchissima, ansiosa, agitata, e mi sono ammalata..prima emorroidi..(mai così violente in vita mia)poi la febbre m'ha tenuta ferma per una settimana..e in questo tempo ho ricominciato a "respirare" e a riflettere..evidentemente non ero pronta ad assumermi determinate responsabilità così quando ho lasciato andare questa cosa..son guarita.
Secondo lavoro, secondo caso, non riuscivo assolutamente a recuperare forze ed ero sempre stanca nonostante lavorassimo dal mercoledì al sabato, dalle 18h alle 2h/3h. La mattina dormivo ma non ero mai riposata. Così..un bel giorno mi sono ammalata. Avevo dei dolori alla pancia micidiali, da non poter stare in piedi; anche daniele questa volta non si sentiva bene, febbre e tonsille infiammate. Quindi comunichiamo che non saremmo andati a lavoro....e da lì..siamo stati liberati. Fine dell'avventura. E siamo a fine giugno.

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