Come vi raccontavo ieri, rientrai in Italia prima del tempo prestabilito, in quanto volevo essere presente a un evento familiare, e per risolvere anche tutte le questioni in sospeso. Il mio umore era molto migliorato e finalmente vedevo un pò di luce nella mia vita, mi sentivo piena di energie e volenterosa di cambiare diversi aspetti della mia vecchia vita.
Volevo sentirmi protagonista e smettere di stare a guardare dalla finestra una Laura, in cui non mi riconoscevo più. Quindi il primo pensiero fu quello di trovare un corso professionale che mi permettese di acquisire nuove conoscenze e competenze in ambito turistico, settore agenzia di viaggi. Conoscevo la materia, in quanto mi ero diplomata in tecnico dei servizi turistici, ma non avendo mai avuto esperienza di questo tipo di lavoro pensai che potevo provare a ricollocarmi aggiornandomi e trovando una stage presso un'agenzia.
Trovai ciò che cercavo a Firenze, mi iscrissi e nel frattempo..arrivò una telefonata..un colloquio presso l'ufficio biglietteria del teatro della mia città. Sfrontata come non mai in tutta la mia vita, mi presentai all'appuntamento: mi venne spiegato il lavoro, gli orari, fui interrogata in inglese..insomma un vero e proprio colloquio. Fantastico!Mai avuto un colloquio così!!La responsabile mi fece un'impressione meravigliosa, una donna energica, forte...insomma amore a prima vista..
Il colloquio era di venerdì e mi disse che se l'esito fosse stato positivo mi avrebbe chiamato entro lunedì. Mi chiamò il sabato mattina. Lunedì sarebbe stato il mio primo giorno!!!
E pensare che io avevo mandato il curriculum per la selezione delle comparse..e mi avevano chiamato pure per quello..solo che ero negli USA..evidentemente l'Universo cospirava affinchè io arrivassi proprio lì!
Venni assunta a tempo determinato, due mesi, primo lavoro da precaria. Fortunatamente abitavo con i miei genitori, e il mio fidanzato aveva comunque un posto fisso ben retribuito, ma ad ogni modo, non mi preoccupai. Decisi di vivere questa esperienza con passione e mi sforzai di dare il meglio di me. Il nuovo lavoro mi piaceva tantissimo e le persone con cui condividevo l'ufficio sono tutt'ora splendide amiche.
Al termine del contratto, trovai un'agenzia di viaggi disposta a tenermi per un tirocinio di tre mesi. Ero contenta e finalmente pensavo che stavo facendo qualcosa per raggiungere i miei obiettivi, senza lamentarmi ma anzi impegnandomi al massimo.
Lo stage non portò un lavoro, ma una nuova, meravigliosa amica. Mi rimboccai le maniche e ripartii alla ricerca di un lavoro. Che non arrivava, in compenso però scoprii che potevo richiedere la disoccupazione stagionale. Nel momento in cui presentai la domanda venni riassunta alla biglietteria.
Nel frattempo avevamo già iniziato i preparativi per il matrimonio che si sarebbe celebrato in estate. In assoluto una dei periodi più belli della nostra vita. Se volete, potete dare un'occhiata al blog che avevo creato per l'occasione http://danieleandlaura.blogspot.it/
Non voglio tediarvi con il racconto di tutta la mia vita, ma è stato questo il periodo in cui ho cominciato veramente a pensare in modo differente. E il lavoro che avevo trovato e che, stagionalmente, ha accompagnato quattro anni della mia vita, mi ha aiutato a capire diverse cose che adesso vi spiego.
Essere precari
Ai giorni nostri è più facile essere precari che avere un lavoro a tempo indeterminato. L'argomento è spinoso e non vorrei essere fraintesa, nel senso che la medaglia ha sempre due facce e se per un verso essere precari è un dramma, per l'altro verso è una sorta di benedizione. Nel mio caso, vale la seconda ipotesi. Piccolo prologo, quando mi sono diplomata ho deciso di non continuare gli studi, e ho iniziato la saga della ricerca del lavoro. Seguendo l'esempio di chi prima di me si era diplomata con 60/60 e aveva trovato lavoro nel turismo presso hotel e agenzie, portai il curriculum in tutte le agenzie e alberghi della zona. L'esito fu negativo su tutti i fronti. Non assumevano più chi usciva da scuola. Solo l'anno prima invece era la regola. Rimasi fortemente delusa e mi misi a cercare altri lavori. Nella mia città però sembra che si trovino solo due tipologie di lavoro: commessa o cameriera.
Non c'era aria di crisi nel '99..ma credetemi se vi dico che feci fatica a trovare qualcuno che mi assumesse. Non andava mai bene qualcosa. O troppo giovane, o senza esperienza, o senza appoggi, non sai il tedesco (parlo inglese e un pò di francese) e così via. Il primo lavoro fu una tragedia. Dopo un mese, con la promessa di contratto, non mi dettero lo stipendio..alla fine venni via, sfruttata e non pagata. L'anno dopo, cercai per mesi, finchè non trovai un lavoro presso una gelateria, stagione estiva. Un incubo. Credetemi. Arrivai alla fine del contratto e mi venne l'esaurimento nervoso. Non perchè sono io e voglio vantarmi o lamentarmi, ma successe anche ad altre ragazze, alcune mollarono prima (e avevano fatto bene!).
Queste sono solo le mie prime due esperienze di lavoro, ne sono seguite altre, fortunatamente in meglio. Ma ho sempre avuto difficoltà a trovare un lavoro e il motivo era che questo lavoro non mi piaceva e lo facevo controvoglia e quindi non volendo allontanavo le possibilità, e non sentendomi all'altezza di altre situazioni non riuscivo nemmeno a crearmi un diversivo. Alla fine del mio peregrinare nel mondo lavorativo, trovai il tanto agognato posto fisso. Te lo inculcano nel cervello, fin da bambino, che devi studiare, che devi essere bravo, che se da grande vuoi avere una vita normale, una famiglia, comprarti la macchina, la casa, andare al cinema, al ristorante, etc etc devi avere un lavoro fisso.
E capirai, io che faticavo tanto a trovarlo questo posto che dovevo fare???Rinunciare a tutto. Esiliata dalla vita.
Poi finalmente la luce. O il buio. Dipende dai punti di vista.
Venni così assunta a tempo indeterminato. Avevo un' automobile usata, a seguito di un incidente causato autonomamente, decisi di acquistarne una nuova di pacca. Avevo uno stipendio fisso, quindi potevo permettermela. In sessanta comode rate, ovvero 5 anni della mia vita, la suddetta sarebbe stata mia. Mia. Ah, che conquista!Avevo un posto fisso, una macchina nuova e un motorino. Non mi mancava nulla. Vivevo ancora in famiglia. Quindi il resto lo potevo anche spendere per altre cosucce.
Nel frattempo iniziò anche la mia relazione con il mio attuale marito e si stava bene. Davvero.
Non ci mancava nulla. Cene, cinema, vacanze, vestiti alla moda, aperitivi, etc..
Poi venne il momento della convivenza, qualche spesa in più certo, affitto, bollette, ma vuoi mettere l'indipendenza??La libertà?
Il passo successivo sarebbe stato il matrimonio, il seguente un figlio e poi???
E poi mi ha lasciata..ecco fatto!
A questo punto come già vi dicevo ho cambiato tutto il mio sistema di credenze. Ovviamente ci sono persone che vivono in questo modo, un modo per certi versi dettato dalla società, e che sono felici e soddisfatte, o almeno glielo auguro; e poi ci sono quelli che sono alla ricerca di qualcosa di diverso o di simile, ma seguendo le proprie regole.
Il posto fisso mi aveva inchiodata in un vortice fatto di abitudini, ogni giorno si presentava uguale al precedente, non c'era possibilità di divagazioni sul tema. La nostra domenica era il lunedì. Tutto si concentrava nel lunedì. Gli altri giorni scorrevano sempre alla stessa maniera: dormire fino a tardi per recuperare la nottata di lavoro, due ore di tempo per fare spesa/faccende/un caffè/un giretto. Vita sociale zero, nel senso che vedevi duecento persone al giorno, ma non erano quelle che volevi vedere te. Palestra?ehi, quando.. Cinema???no, per carità..
Il mio posto fisso era diventato la mia tomba prima del tempo.
Il nuovo lavoro era perfetto sotto molti aspetti, ma era stagionale. Si può avere tutto nella vita?La perfezione non so, ma possiamo provare a raggiungerla!
Ad esempio, attualmente lavoro part-time in un ristorante pizzeria, il mio contratto è a tempo determinato. Il mio stipendio non è molto alto, ma insieme a quello di mio marito (anche lui part-time, stesso posto di lavoro, stesso contratto), riusciamo a vivere bene. Non ci manca nulla di tutto quello che è necessario, è vero dobbiamo anche fare dei sacrifici e ragionare bene sulle spese, ma abbiamo il tempo di stare insieme, di cucinare cibo vero invece di prodotti precotti, di fare una passeggiata, di incontrarci con gli amici, di leggere un libro, di dedicarci a un hobby e a tanti altri piccoli piaceri della vita.
Il tempo libero.. questo sconosciuto!
Da bambina (almeno ai tempi della mia infanzia) avevo un sacco di tempo libero. Lo usavo facendo veramente tante cose, come tutti giocavo, disegnavo, leggevo, facevo i compiti, guardavo i cartoni animati alla tv; in più mi dilettavo con legno, chiodi e martelli, colla, forbici, e tutti gli attrezzi che trovavo nella stanza delle meraviglie di mio padre e lo seguivo nel suo hobby per il ferromodellismo. Con mia mamma, invece trafficavo in cucina, provavo a imparare l'arte del cucito e delle maglie di lana fatte con i ferri. Studiavo il pianoforte e a nove anni ebbi il dono di ricevere una sorella, la quale riempì tutti gli spazi ancora liberi. L'unica cosa alla quale non mi avvicinavo era lo sport, per il quale nutrivo forti sospetti in quanto sono tremendamente pigra (fisicamente).
Crescendo ho cercato di continuare a mantenere in vita tutte le mie passioni, purtroppo alle scuole medie, dovetti abbandonare lo studio del pianoforte, in quanto mi davano sempre un sacco di lezione da fare a casa. E fu molto doloroso. Poi arrivarono le uscite con le amiche ed eliminai i giocattoli. L'avvento del lavoro, e soprattutto quello fisso, ha spazzato via più della
metà delle opzioni di svago.
Alla veneranda età di 28 anni riscoprii tutte le passioni abbandonate e ne trovai di nuove, prima fra tutte leggere, leggere, leggere; poi la cucina, il giardinaggio, il bricolage, la palestra (nonostante la pigrizia) e piano piano esploravo e provavo a fare tutto quello che mi passava per la testa e che aveva a che fare con la creatività.
Nella nostra società tutto il sistema cospira affinchè nessuno possa esprimere la propria creatività. Orari di lavoro massacranti, spostamenti resi difficili dal traffico, caos al supermercato, etc.. Siamo costretti a vivere le nostre vite di corsa e alla fine usiamo tutto il tempo che abbiamo per fare cose che non ci piace fare.
Il tempo libero ad oggi è un lusso o una forzatura. Chi ne ha probabilmente è disoccupato, chi non lo ha è oberato di lavoro. Credo che ci si debba incamminare verso una via più equilibrata e rimetterci al centro delle nostre vite.
Chi si ritrova senza lavoro ha due opzioni:
- usare il tempo libero a disposizione per capire come procedere, per cambiare, per rimettersi in gioco e trovare il proprio talento e quindi la propria vera strada
- ributtarsi alla ricerca di un nuovo lavoro accettando qualunque compromesso, accettando qualunque orario e paga, rinunciando definitivamente alla propria realizzazione
Io ho deciso di seguire la prima opzione e probabilmente per molti la mia è una visione ottimista e a tratti utopica, ma credo che sia l'unica strada da seguire per poterci riappropriare delle nostre vite, smettere di essere automi che producono e tornare alla nostra natura di essere umani.
Brava Tata...ribelliamoci alla società che ci ha imprigionati....
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